Lo Hobbit


Tavola Rotonda



(Piacenza, 28 ottobre 2012 A = Alberto Quagliaroli, D = Davide Cattaneo E = Elena Grecchi, F = Franco Manni, G = Giuseppe Roncari)



F – Abbiamo pensato a una Tavola rotonda sullo Hobbit dal momento che se ne parlerà ampiamente nelle prossime settimane, in occasione dell'uscita del primo dei tre film realizzati da Peter Jackson. Noi presenti abbiamo letto il romanzo tempo addietro e potremo parlare prima del romanzo secondo gli aspetti che a noi sembrano più validi e poi dei film, certo non li abbiamo visti, ma potremmo raccontare quello che ci aspettiamo, quello che vorremmo e così via.

Cominciando con il romanzo in tutti questi anni che bazzico i giri tolkieniani sento dire a volte dalle persone che preferiscono Lo Hobbit al Signore degli Anelli, ma non detto da bambini, ma da persone adulte. Io non condivido affatto questa opinione, per me Franco Manni Lo Hobbit è stato una lettura piacevole, non ho trovato nulla da criticare, non ci sono ingenuità, ma non mi ha preso, non mi ha coinvolto come il Signore degli Anelli, che ho letto in tre giorni, saltando tante parti di siepi, fiori, piante o poesie e canzoni, ma la trama mi ha preso tantissimo. Ora posso domandare cosa può trovare di specifico buono una persona adulta nello Hobbit?


B – Brevitas. Anche io ho trovato molti amici, molte persone care che mi hanno detto che Lo Hobbit è molto più bello del Signore degli Anelli, Lo Hobbit sono riusciti a leggerlo, il Signore degli Anelli dopo le prime pagine l'hanno abbandonato. Ha questo pregio: la storia è molto leggera, si può leggere velocemente, spaventa di meno anche perché la soglia di attenzione ormai non è più quella dei 45 minuti accademici dell'università, ma dei video di trenta secondi di youtube. Lo Hobbit è più digeribile per una generazione con un livello di attenzione basso. Inoltre non è proprio un romanzo del novecento, è più simile alle storie per bambini di George MacDonald, classiche, il punto di vista è molto diverso rispetto a quello in cui ci si immedesima nel Signore degli Anelli con Frodo e gli altri personaggi e le loro vicende, qui c'è un distacco, il distacco del narratore onnisciente, che conosce bene la sua materia, Bilbo stesso è un personaggio con un atteggiamento ironico rispetto ai nani e al mondo in cui viene trascinato. Un'avventura è già di per sé una cosa che ha quel che di ridicolo.


E – Buffo, ma non ridicolo perché questo termine è riduttivo. A me è piaciuto molto Lo Hobbit, forse dipende anche dall'età in cui uno si avvicina o lo legge, io facevo la prima media. Ho sempre trovato molto diversi Lo hobbit e il Signore degli Anelli, il passo del racconto del Signore degli Anelli è più impegnativo mentre Lo Hobbit è più veloce, ci si identifica subito in Bilbo e nel fatto che è uscito di casa dimenticandosi i fazzoletti. Io a dodici anni facevo gli scout e si andava in giro nei week end abbandonando le nostre case sicure per vivere più scomodi. Poi deve camminare, piove, gli capitano i nani in casa senza preavviso, deve affrontare subito gli Uomini Neri, insomma è un libro che ho letto velocemente, mi ha appassionato, ero contenta quando lo leggevo e devo dire che lo ricordo ancora. Mi è piaciuto molto anche il Signore degli Anelli, ma l'impegno di attenzione che richiedeva era diverso, era bello, si riconosceva la voce del racconto che era la stessa dello Hobbit, ma qui era un po' più seria, ti stava raccontando una storia e si sentiva subito che era una cosa seria, nello Hobbit cambia completamente passo alla fine, quando lui deve fare delle scelte che sono difficili da comprendere, si segue bene finché arriva davanti alla grotta di Smaug, poi decide di compiere questa specie di tradimento e l'identificazione è più complessa, il personaggio acquista uno spessore diverso, agisce come un adulto.


F – Ma tu lo hai letto quando eri alle medie, a che età hai letto invece il Signore degli Anelli?


E – Subito dopo, Lo Hobbit me l' ha portato un amica per farmi compagnia durante una lunga malattia, mi è piaciuto e come l'ho finito ho iniziato il Signore degli Anelli.


F – Per me è stato il contrario perché io li ho letti tutti e due da adulto, dopo i diciotto anni, e ho letto prima il Signore degli Anelli, poi siccome era lo stesso autore Lo Hobbit.


D – A me è successo più o meno come Elena, la prima opera che ho letto è stata Lo Hobbit, anch'io ero scout, ma ero già capo e si dovevano organizzare le vacanze estive del branco, lupetti e coccinelle, e ogni anno si ambientava la vacanza in una storia diversa qualcuno aveva letto lo hobbit e ha pensato di incentrare il campo, l'attività e i giochi sulle storie dello Hobbit. Mi è stato prestato, l'ho letto e mi è piaciuto, io allora ero del tutto digiuno di qualsiasi pubblicazione di tipo fantasy, era il primo libro che leggevo di questo genere, e avevo vent'anni più o meno. Quando l'ho finito e ho scoperto che l'autore aveva scritto ben altro mi sono procurato il Signore degli Anelli che mi è piaciuto più dello Hobbit. Secondo me sono due opere su piani differenti, nella stesura del Signore degli Anelli Tolkien si è concesso molto più spazio per descrivere l'ambientazione, per entrare nella psicologia dei personaggi, per narrarci non solo quello che avveniva durante la storia ma anche quello che era avvenuto nelle ere precedenti, tutte cose che nello Hobbit non ci sono, il libro racconta un'avventura al presente, ti dice cosa succede, cosa fanno, è molto più legata all'azione diretta compiuta dai personaggi senza andare ad esplorare tutto quell'universo che invece ci fa assaggiare nel Signore degli Anelli.


E – Però ti fa intuire dalle canzoni, da quello che dicono i personaggi cosa c' è dietro così quando subito dopo apri il Signore degli Anelli pensi a ecco cosa voleva dire!


A – Io ho letto il Signore degli Anelli per primo e per motivazioni stranissime. Frequentavo un gruppo dove si giocava a board games quando uscì Dungeons and Dragons, il master del gruppo, il tenente Campus dell'esercito, capì che prima di giocare bisognava leggere il Signore degli Anelli e così me lo prestò, io avrò avuto sedici anni e l'ho divorato. Lo Hobbit l'ho letto più tardi, non mi ricordo quando, ma è stato come vedere prima Guerre Stellari la prima trilogia e poi dopo anni vedere il prequel. L'effetto che mi ha sempre fatto, io allora ero in un gruppo che faceva giochi di ruolo, è che mi bloccava la fantasia, dopo averlo letto non riuscivo più a immaginare nulla.


B – M'incuriosisce questa cosa che ti si bloccava la fantasia, forse perché nello Hobbit si succedono molte cose, rapidamente, e tutto viene raccontato, ma nulla viene spiegato perché manca l'approfondimento. Io ho letto prima il Signore degli Anelli, e leggendolo dicevo: caspita che bello, chissà che figata Lo Hobbit, peccato che non l'abbia letto prima, mi mancano chissà quante cose, questo personaggio importantissimo: Bilbo, a cui fa riferimento Frodo, che continua a ricordare le sue avventure, chissà chi è... sarei stato più felice in realtà a non scoprirlo mai. L'Hobbit infatti mi ha un po' deluso, perché manca quella profondità che è presente nel Signore degli Anelli. Quando leggi il Signore degli Anelli ti sembra di leggere un romanzo con sotto uno studio approfondito di storia su cui il racconto è fondato e prosegue e a me questo aspetto era piaciuto molto.


F – Sono tutte situazioni diverse, Davide e Elena hanno letto prima Lo Hobbit, anche se in età differenti, infatti Davide non ha sottolineato le stesse cose, non si è identificato come Elena.


E – Io l'ho letto in un'età vicina a quella in cui l'ha letto il figlio dell'editore che poi ha deciso di pubblicare il libro, lui ne aveva 10 io 12. Forse Tolkien lo ha scritto per un pubblico più vicino a ragazzi della nostra età perché quando cresci hai un occhio diverso con cui affronti la storia. L'ho poi riletto tante volte, anche da grande, mi piace ritrovare quello spirito che ho poi ritrovato anche in parte anche nel primo libro di Harry Potter.


F – La Rowling probabilmente ha consapevolmente usato come modello per quel libro Lo Hobbit. Davide mi sembra il ponte di passaggio verso di noi perché ha letto il libro da maggiorenne, noi che abbiamo letto prima il Signore degli Anelli e poi Lo Hobbit siamo rimasti delusi, a te Alberto si è addirittura bloccata la fantasia.


D – Ti sembra più povero del Signore degli Anelli, non ha la ricchezza e la profondità di questo romanzo. Però questo secondo me era nell'intenzione di Tolkien fare una pubblicazione rivolta interamente a un pubblico di bambini, mentre il Signore degli Anelli non lo è. E' come se un cuoco avesse a disposizione una dispensa sterminata e quando deve fare una pietanza prende un po' di questo, un po' di quello, un po' di quell'altro e lo butta dentro, chiaramente Lo Hobbit doveva essere semplice: nella lettura, nel numero di personaggi, nella costruzione delle vicende, non banale, ma facile da leggere.


E – Secondo me non solo per questo, lui conosceva bene i bambini, aveva 4 figli con cui doveva avere a che fare tutti i giorni, sapeva come ragionano e che non gli puoi proporre una storia troppo banale o prevedibile perché li deludi.


B – Io ho una teoria: Albero e Foglia: Lo Hobbit è la foglia, il Signore degli Anelli è l'albero e il Silmarillion è la foresta. E' il lavoro di un grande scrittore che si sta dedicando a un opera immensa, l'opera di tutta una vita, però vuole fare anche qualcos'altro, infatti gli autori di romanzi scrivono anche racconti, che sono decisamente meno impegnativi. Nello Hobbit un capitolo è stato cambiato completamente a causa del Signore degli Anelli, un capitolo fondamentale: “Indovinelli nell'oscurità”, nella prima versione l'anello era davvero regalato da Gollum, successivamente quando la materia si fa più seria questo viene cambiato.


F – Tolkien stesso era dal punto di vista della bugia di Bilbo, un'auto illusione.


A – Rileggendo Lo Hobbit ieri sera devo dire che la stoffa c'era, si vedono proprio i meccanismi della fiaba modificati, trasformati. Nell'incontro con gli Uomini Neri lo hobbit deve andare in avanscoperta, e non viene visto, poi pensa faccio il ladro o no? Lo fa e lo beccano subito, i nani dovevano aspettarlo, ma prendono l'iniziativa e vanno a vedere cosa succede, l'arrivo di Bilbo aveva fatto litigare gli Uomini Neri, cosa che avrebbe dato un bel vantaggio ai nani, ma arrivando allo scoperto i nani hanno rovinato quella che poteva essere una soluzione rapida della situazione.


E – In tutto il romanzo i nani non si fanno mai i fatti loro, devono sempre intervenire, Bilbo sta facendo una cosa e loro devono andare a controllare e fanno sempre disastri.


B – Speriamo che nel film non ci siano tredici personaggi di alleggerimento comico.


F – Mi sembra di no perché la prima presentazione dei nani è molto solenne, molto seria.

Nelle vostre motivazioni del piacere di leggere Lo Hobbit, io non ho trovato una cosa che sospetto, e cioè che vi sia in quelle persone che ho sentito dire: mi piace più Lo Hobbit del Signore degli Anelli una certa intolleranza per le storie che non hanno un lieto fine. Secondo me ci sono delle persone che non sopportano le storie che finiscono male, e lo dico perché l'ho riscontrato anche andando al cinema.. Lo Hobbit finisce: e visse sempre felice e contento, mentre sappiamo bene che non è questa la lunga fine del Signore degli Anelli. Voi non avete avuto qualcuno che vi ha detto è troppo triste il Signore degli Anelli?


B – In realtà non sono molto d'accordo con te Franco, Lo Hobbit inizia come una fiaba: in un buco nella terra viveva uno hobbit, ma il finale non è: e visse felice e contento, il libro finisce con queste parole: “Grazie al cielo, disse Bilbo ridendo, e gli porse la borsa del tabacco”. Il problema per cui non si applica la tua teoria è che i primi capitoli del Signore degli Anelli sono più simili allo Hobbit, infatti fino all'arrivo alla casa di Tom Bombadil ancora non si capisce bene cosa succeda, poi la storia cambia passo e chi ha amato Lo Hobbit si ferma alle prime cento pagine, che sono quelle più simili allo hobbit, e non sa come va a finire, bene o male.


D – Quello che io ho avvertito quando ho letto il Signore degli Anelli, che non mi quadrava rispetto allo hobbit era il discorso dell'anello, nel senso che questo anello nello hobbit viene descritto come un oggetto che è si magico perché rende invisibili, ma non compie nulla di più di questo e uno stenta quasi a credere che poi lo stesso anello nel Signore degli Anelli abbia questa potenza devastante tanto da cambiare il carattere e la volontà di chi lo porta. Si fa fatica a comprendere come quello stesso anello nello Hobbit non abbia tutto questo potere che poi è in grado di esercitare nel Signore degli Anelli.


E – Io questa incrinatura non l'ho percepita perché a me lettore era stato detto già nello hobbit che l'anello era magico, essendo tale non puoi sapere cos'altro fa perché è un oggetto diverso, magico appunto. E' vero che esistono persone che non sopportano i finali tristi, di solito sostengono che già la vita è difficile, almeno quando leggono un libro o vanno al cinema vogliono poter immaginare un finale più allegro del reale, ma non ho mai trovato nessuno che mi abbia fatto questa obiezione sul Signore degli Anelli, perché è vero che le persone a cui non piace la storia si fermano ben prima del finale. Secondo me chi apprezza di più Lo Hobbit è perché questo libro è più giocoso, più allegro.


B – Il Signore degli Anelli in effetti è subito settato come una storia più cupa, magari sospetti mente lo leggi che va a finire male, sono invece d'accordo con Davide, per chi ha letto prima il Signore degli Anelli e poi lo hobbit non quadra il fatto che non ci sia la malvagità dell'anello già quando Bilbo entra in contatto la prima volta con questo oggetto. Anche a Tolkien non quadrava ha trovato una soluzione meta romanzesca e cioè ha cambiato un capitolo, ma ha mantenuto il fatto che ha cambiato il capitolo anche in senso diegetico, dentro alla narrazione.


F – Come accennavo prima io concordo con Davide che dice che è come una persona con un grande magazzino da cui attingere, da un lato la tradizione vittoriana delle fiabe dall'altra tutto quello che aveva creato lui. Quando scriveva lo Hobbit aveva i figli piccoli e nel mondo ancora non c'era la consapevolezza che si sarebbe finiti presto in guerra, si era ottimisti e l'anello in questo clima si poteva anche regalare, più tardi è diventato intrinsecamente malvagio.


D – Io non so quando lui ha pubblicato la prima edizione dello hobbit quanto avesse chiaro nella sua mente tutta la sua sub creazione. Io penso che a un certo punto lui si sia detto: che cosa ne posso fare di tutto questo mondo che ho creato? E avrà iniziato a pensare a un romanzo che narrasse la storia dell'anello come trilogia, ma aveva anche pensato forse ad altre cose, come la raccolta delle canzoni di Tom Bombadil, o il romanzo lo hobbit e sarebbe curioso capire come in lui è nata questa scelta id organizzare per una pubblicazione tutto il materiale di cui disponeva.


B – Lo Hobbit è stato pubblicato quando c'era lo spirito di Stresa, 1937, ed è stato scritto circa dieci anni prima, all'apice della distensione, il Signore degli Anelli invece lo scriverà durante la seconda guerra mondiale, quando aveva i suo figli lontani: John che studiava a Roma, ed è dovuto poi tornare, e Cristopher nella RAF a cui scriveva i capitoli più cupi. La storia della pubblicazione dello Hobbit è poi questa: il libro lo aveva scritto per i suoi figli , prima lo aveva raccontato e poi lo aveva scritto. Un'amica lo aveva passato a un editore che a sua volta lo aveva dato da leggere a suo figlio il quale dette il suo benestare per la pubblicazione. Il libro ha successo e subito gli chiedono un sequel, ma Tolkien non voleva fare un altro libro per bambini, lui pensa di approfittare della situazione per riuscire a pubblicare il Silmarillion, non si mette nemmeno a scrivere un sequel, ma manda tutta una serie di racconti perduti e ritrovati dicendo pubblichiamo questo. L'editore lo rimbalza e alla fine il Signore degli Anelli è diventata una mediazione tra questi due mondi.


A – Tolkien è voluto subito passare al livello cosmogonico, doveva prima passare al livello mitologico.


B – Poi s'impunta quando scrive i primi capitoli del Signore degli Anelli vuole pubblicare insieme Signore degli Anelli e Silmarillion ma scoppia la guerra, ci sono due anni cupi in cui non riesce a scrivere, poi si riprende e invia i capitoli a Cristopher, alla fine lo termina nel 1947, ma l'opera viene pubblicata nel '54/'55. Tolkien vorrebbe farlo uscire come un libro unico o al limite diviso in sei capitoli, stile Eneide, ma l'editore è contrario così lo costringono a creare la trilogia, che non ha inventato lui, ma che gli è stata imposta. Il terzo volume fece fatica ad uscire perché lui voleva assolutamente infilar le appendici cioè il colpo di coda per fare rientrare Il Silmarillion dentro il Signore degli Anelli.


F – Tornando allo hobbit cosa mi ha colpito, quali scene? A me sono piaciute quelle della fine, l'inizio non mi ha detto molto, non perché io sia contro l'idillio domestico della Contea, ma mi piace come è raccontata nel Signore degli Anelli, è più vicino al reale, nello hobbit è troppo comica. Poi la battaglia dei cinque eserciti perché mi sono sempre piaciute le scene di guerra.


E – E quando vengono messi dai ragni sugli alberi?, E quando ci sono i lupi che li inseguono? E quando devono scappare dagli orchetti? Queste scene non ti hanno colpito?


F – Me le ricordo, ma non mi hanno colpito.


E – A me sono piaciute, e anche quando finisce prigioniero degli elfi silvani e poi finalmente riesce a scappare nascosto nella botte e si prende anche un gran raffreddore. Queste scene mi sono sempre piaciute, mentre quando cambia passo e arriva verso la fine dove le cose si fanno più serie perde un po' di presa.


D – Io non ho fatto molte illustrazioni ispirate allo hobbit, ne ricordo tre che erano le scene che mi piacevano di più, una era il momento degli indovinelli tra Bilbo e Gollum, quando Gollum ha una zampa fuori dalla barca pronto ad agguantarlo e Bilbo ha la mano sull'elsa di Pungolo, l'altra scena che ho disegnato era sempre Bilbo nascosto dietro agli alberi che vede la scena dei ragni e delle ragnatele, dei bozzoli appesi da cui spuntano i cappelli dei nani. E' una scena che dal punto di vista avventuroso mi ha preso, infine l'altra scena che mi è piaciuto raffigurare è il momento della prima visita che Bilbo fa al tesoro quando porta via un anfora, una coppa, e l'ho disegnato mentre passa da una feritoia con la coppa in mano e si vede il drago che sta dormendo, ma ha un occhio aperto e si accorge di Bilbo. Le scene di azione e di scontro mi son piaciute e le ricordo, mi sono rimaste. Uno degli aspetti che meno mi è piaciuto dello Hobbit invece leggendo poi il Signore degli Anelli, è la presentazione che Tolkien fa degli elfi silvani, è vero che c'era dell'astio tra elfi e nani, ma quando poi ho letto il Signore degli Anelli non mi aspettavo che uno personaggi principali fosse une elfo silvano.


F – Concordo nel Signore degli Anelli fanno una figura molto migliore, più simpatica, anche perché silvano è Legolas e viene rappresentato soprattutto quando fanno la caccia per recuperare i due hobbit, in modo bellissimo, come una persona nobile, gentile, aerea, instancabile, generosa. Ripensando a come invece viene descritto il popolo e il padre di Legolas nello hobbit viene da pensare che siano visti da due punti di vista del tutto diversi.


B – La mela è caduta molto lontano dall'albero perché Legolas è il figlio del re che ha imprigionato Gloin e diventa il migliore amico di Gimli figlio di Gloin.


E – Avendo letto prima lo hobbit ho sempre avuto l'impressione che gli elfi non fossero il massimo della simpatia, un'impressione che poi nel Signore degli Anelli sembra cambiar,e ma non sono mai stata un'appassionata di elfi, poi quando ho letto il Silmarillion ho pensato: avevo proprio ragione!

A – Sì a Gran Burrone nello hobbit cantano canzoncine da bambini di tre ,cinque anni, ma ci sono due tipi di elfi, quelli di gran burrone e quelli silvani.


B – Gli elfi di bosco Atro il vino lo tenevano chiuso in botti, gli altri lo scolavano allegramente! Quello che mi è piaciuto più di tutto dello hobbit sono le due cose che poi non ci sono nel Signore degli Anelli: Beorn e Smaug, L'uomo che si trasforma in orso e i muta pelle che lo accompagnano, Beorn ricorda il Beowulf, dove gli uomini si cambiavano o in orsi o in lupi, e lo stesso nome Beorn richiama la parola inglese bear orso.


A – Queste scene di Beorn secondo me sono molto lewisiane, è uno dei punti in cui è più vicino a Lewis.


B – Il dialogo con Smaug lo trovo una scena epica molto interessante e lì mi piace l'erudizione il fascino linguistico: è questo ovviamente il modo con cui bisogna rivolgersi a un drago. Qua sento la profondità, vedo Bilbo che è cresciuto e che parla per indovinelli, che è il metodo che gli riesce meglio e che gli permette di scamparla, non è tanto un ladro classico, ma è il ladro di Dungeon and Dragons, un personaggio intermedio, che non combatte né con la mente, né con la magia, né con la forza, ma con l'inganno, è Loki il signore degli inganni.


E – Anche a me è piaciuto il dialogo, ma mi ha calato immediatamente in una dimensione reale. Bilbo deve stare molto attento alle parole e al modo in cui si esprime il drago, deve controbattere a tono, diventa una sfida, cosa che all'epoca della prima lettura del libro quando avevo circa dodici anni mi ricordava troppo il modo con ci dovevo avere a che fare con gli adulti, con i quali non avevo mai la possibilità di usare delle parole che non fossero quelle esatte, non potevo parlare liberamente per esprimere cosa mi era successo, ma dovevo rallentare e stare attenta a usare i verbi giusti e le parole corrette. Così per me il Drago è un adulto e bisogna stare attenti, non si può essere sé stessi e non ci si può assolutamente fidare.


D – Io nel modo di agire, di parlare di Bilbo vi ho visto anche una certa scaltrezza tipica dell'uomo di campagna inglese. Bilbo in fondo affronta tutta questa avventura con degli obiettivi primari che sono: devo preoccuparmi della mia incolumità e riportare a casa la pellaccia e poi se ne posso ricavare anche qualcosa di positivo, di concreto per me tanto meglio. Quando affronta nei dialoghi le diverse autorità che incrocia che siano gli elfi o il drago trova sempre il sistema di rivolgersi nel modo opportuno alla persone che ha di fronte per avere il miglior vantaggio per sé.


E – Che è il ragionamento che fa il bambino nei confronti dell'adulto: se devo evitare che questo mi picchi o che mi punisca devo adeguarmi alle sue aspettative.


B – E' 'epoca dei mercanti in cui si contratta, il modo adulto di gestire la situazione.


F – Parlando dei temi o messaggi che emergono dallo Hobbit, forse per il fatto di averlo letto dopo il Signore degli Anelli mi ha colpito il fatto che Bilbo fosse un celibe come Frodo, come dire che questi protagonisti hobbit sono diversi anche per questa caratteristica cosa che nello Hobbit è giustificata dal fatto che si rivolge a un pubblico più giovane rispetto al Signore degli Anelli. Come se Tolkien, che pure era sposato, aveva 4 figli e idealizzava il matrimonio perché era orfano, avesse un altra parte di sé alla Chesterton, alla padre Brown, alla miss Marple, Hercule Poirot, Sherlock Holmes. Bilbo, così imbranato, alla fine si trova ad essere quello con più senso pratico, non dico più coraggio, ma con più saggezza, mentre sono i nani, con tutta la loro esperienza ad essere i più stolti. Un messaggio che colgo e approvo è che l'apparenza inganna.


E – Gli eroi di solito sono celibi o nubili e cioè sono liberi, non hanno impegni o responsabilità diverse da quelle che devono affrontare nelle loro avventure, quindi si possono permettere id occuparsi di omicidi o delle sorti del mondo perché non hanno fardelli.


B – Liberi dai figli, vero. Molti hanno osservato che in Tolkien non ci sono personaggi femminili e diciamo che in parte è una critica giusta, sebbene alcuni ci siano e siano importanti anche se sono sempre idealizzati, parlando di Gollum lui è stato fatto diventare malvagio da un personaggio femminile, la nonna, che li incolpava sempre e comunque a prescindere dal fatto che fosse veramente colpevole o innocente.


E – Però il più cattivo nel Signore degli Anelli è di genere maschile, Sauron non è una femmina. E' vero che nello hobbit non esistono personaggi femminili. Devo dire che quando l'ho letto io, che qui sono l'unica rappresentante del genere femminile, non ne ho sentito per nulla la mancanza! Perché è vero che le donne possono essere molto molto più cattive degli uomini e difficili da trattare, il fatto che non ci siano in un libro è quasi più semplice più rilassante.


A – E poi bisogna dire che nei libri per bambini gli eroi di solito sono maschi.


E – Non è che una bambina si senta esclusa dal racconto perché non ci sono bambine in cui identificarsi, questo almeno a me non è capitato.


F – Che è la stessa cosa che è capitata a me con Alice nel paese delle meraviglie, quando l'ho letto per me era indifferente che fosse femmina, in quell'atmosfera di fiaba il genere sessuale è molto meno importante.


E – Lo è molto di più nel Signore degli Anelli dove di donne ce ne sono poche, e tra quelle poche Galadriel certo non spicca per buonismo. Da una mano alla compagnia, ma è molto consapevole del suo potere che usa senza farsi problemi.


B – L'unica donna di cui si parla nello hobbit è la madre di Bilbo, Belladonna, come il veleno.

L'altro tema è quello del destino di cui si discute alla fine, quando si parla delle profezie delle vecchie canzoni e Bilbo osserva che si sono rivelate vere, Gandalf risponde: e perché non dovrebbero, e ricorda a Bilbo che è solo un piccolo essere in un mondo molto più vasto.


A – E questo si vede nella scelta di Bilbo come partecipante a questa avventura, una scelta contraria ad ogni regola di buon senso, o di utilità.


D – Quando Gandalf presenta Bilbo prima della partenza, come scassinatore, Gandalf stesso aggiunge che c'è più di quanto si veda in lui, per cui lo stregone aveva l'occhio lungo e conosceva la ricchezza delle persone al di la dell'aspetto e dall'apparenza.


A – Questo è un punto di contatto con il Signore degli Anelli: il ruolo degli hobbit una razza tranquilla e di poca importanza, ma che diventa determinante nella storia.


B – Tolkien diceva che era molto affezionato a Bilbo, era un personaggio che gli stava a cuore anche se lo considerava minore nella sua mitologia, una piccola cosa in un mondo molto più vasto. In fondo anche Tolkien si sentiva così, per ragioni religiose, inoltre lo accomunava a Bilbo il gusto della comunità, della buona tavola, della narrazione, infatti sarà lui a mettersi a raccontare poi con calma questa avventura. Il tema del destino è trattato in modo novecentesco perché in fondo la storia è stata scritta dai vincitori: come puoi dubitare delle profezie quando sei stato tu a farle avverare. Ovviamente le uniche profezie che passano alla storia sono quelle che si sono avverate, non le altre. Un altra cosa che mi piace nel libro è la presenza di Radagast citato da Beorn.


A – Sarei contento se nel film Radagast avesse un ruolo più importante.

B – Lui è il grande salvatore della terra di mezzo proprio perché è secondario, nessuno ne parla, persino Gandalf lo tratta con disprezzo, invece io sono convinto che la terza aquila che salva frodo sia Radagast in forma di animale. Ci sono un sacco di personaggi secondari in apparenza ma fondamentali tra le righe.


F – Me ne sto rendendo conto ora che sto leggendo il Signore degli Anelli lentamente. In effetti lui non ha scritto in fretta questo libro, l'ha scritto lentamente perché l'ha pensato molto ed è densissimo.


F – Parlando del film, chissà cosa introdurranno per farne ben tre. Avendo i diritti del Signore degli Anelli e dello hobbit potranno usare le appendici del Signore degli Anelli dove sono descritte molte cose.


B – La cosa più bella da vedere dovrebbe essere il bianco concilio e Gandalf che scaccia Sauron da Dol Guldur.


F – Sono molto curioso di vedere questi personaggi che non si sono mai visti. Cosa si può dire di questi tre film in arrivo?


B - Si vedrà Tom Bombadil?


A – Questo sarà difficile, purtroppo. Io sono più disposto ad accettare ampliamenti e modifiche nello Hobbit che nel Signore degli Anelli, perché c'è un po' più di spazio . Nel Signore degli Anelli quello che ha sbagliato non l'ho digerito.


B- Ma le aggiunte andavano anche bene, tipo la storia d'amore tra Aragorn e Arwen, il problema erano i cambiamenti: è frodo che butta giù Gollum, altro che pietà e misericordia.


A – Pensavo già all'inizio che Lo Hobbit fosse più filmograficamente adattabile.


B – Io avevo pensato per il Signore degli Anelli e Lo Hobbit la serie televisiva, perché non l'hanno fatta? Ogni capitolo una puntata.


F – Io direi perché il glamour, la grandiosità e gli oscar ci sono con i film.


D – E anche perché per la produzione id un film hai a disposizione un budget che non è quello per fare i serial televisivi.


A – Sì ma lavori d più e guadagni di meno.


F – Sappiamo che diversi attori saranno gli stessi, come Galadriel, Gandalf, Elrond, e gli altri?


B – Potenzialmente potrebbe tornare Legolas, Orlando Bloom che ci ha fatto sognare con lo skate board con gli scudi! Essendo uno degli elfi silvani a meno che non fosse in vacanza...


F – Altri personaggi che si potrebbero vedere?


E – Balin ad esempio, più giovane.


B- Nel Signore degli Anelli abbiamo visto Gloin e Gimli e Gloin potrebbe ritornare, con lo stesso attore, potrebbe esserci tutta la vicenda dei nani di Balin che cercano di recuperare Moria, anche se accade dopo allo hobbit.

F – Direi che possiamo aspettarci qualcosa id molto buono, dai costumi, dalla scenografia, dalla musica, almeno a quello che si vede dai trailer.


D – Le atmosfere del film richiamano molto il Signore degli Anelli sia le scenografie naturali che quelle ricostruite.


F – Visto che non sappiamo in tre film cosa si potrà vedere a parte la trama dello hobbit noi possiamo fare delle scommesse e vedremo poi chi avrà ragione. Cosa ci sarà e non ci sarà, in tutti e tre. Una mia ipotesi è che ci sia la forgia degli anelli del potere che nell'inizio della versione cinematografica del Signore degli Anelli non si vede, poi approfittando dell'ultima occasione che ha Peter Jackson di parlare dell'opera di Tolkien, perché non credo che ce ne sarà un'altra, si vedrà almeno un Valar, ma quale Valar? Adesso non mi viene in mente, ma è l'unica occasione che ha per mostrarli.


B – In questo caso dovresti mettere Varda la signora delle stelle.


F – O forse si farà vedere Gandalf mandato dai Valar, da Manwë, ogni Isthar infatti, che in origine sono Maia, è mandato da un Valar specifico, e Gandalf è stato inviato da Manwë, in questo caso si vedrebbe Valinor.


B – La creazione dei draghi da parte di Morgoth, come nacquero, un bel flashback dove si vede che il primo non aveva le ali ed era quello che fu ucciso da Turin Turambar... sarebbe bello da vedere.


D – Anch'io se devo pensare a qualcosa penserei a qualcosa relativo alla storia dei draghi, poi nel terzo film ci sarà Smaug, magari anche un flashback sugli scontri come la caduta di Gondolin che ha visto i draghi combattere.


E – Io invece mi aspetto qualcosa sui nani, siccome sono loro che rivendicano i loro diritti mi aspetto di vedere la fuga che fanno dalla porta secondaria della montagna solitaria, o addirittura la creazione della loro razza.


B – C'è chi dice che l'archipietra di Thorin in fondo fosse un gioiello elfico fatto da Fëanor, allora perché non vedere la forgia di Fëanor invece di quella id suo nipote Celebrimbor.


A – Io penso che qualcosa che a che vedere con gli altri draghi lo mostrerà.


B – La grande speranza è di vedere qualcosa del passato di Sauron, quando era bello, Annatar il datore id doni, stava nella sua torre ed era il signore dei vampiri e dei lupi mannari.


A – Quello che succede a Dol Guldur con Gandalf.


F – Le nostre ipotesi sono basate sul Silmarillion perché è dura fare tre film solo con lo hobbit per cui ci saranno delle digressioni, noi abbiamo cercato un filo logico: l'anello, la forgia degli anelli, i draghi, la storia dei draghi, i nani, la storia dei nani, altri?


B – Tu dimentichi la grande vocazione di Peter Jackson per le scene di battaglia inutile, che possono durare anche uno o due ore.


F – Perciò la battaglia dei 5 eserciti


B – Ma anche quella con gli rochi che occuperà mezzo primo film, quelli delle montagna nebbiose.


E – Ci sarà immagino una storia d'amore, che di solito nei film per attirare pubblico non manca mai, ma non so quale.


F – Potrebbe esserci un richiamo alla storia di Beren e Lùthien.


B – Se fosse un grande regista metterebbe la storia delle famiglie di Galadriel e di Elrond, come sono legate, la storia della figlia di Galadriel, Celebriant, moglie di Elrond e madre di Arwen che viene rapita dagli orchi.


F – Se vogliamo andare su storie totalmente inutili potrebbe inventarne una su Bard secondo me.


D – A me pare che abbia un discreto spazio questo attore, anche se nel romanzo è quello che scocca la freccia e basta.


E – Nel romanzo si fa intuire che questo Bard abbia un passato.


D – Mi pare id aver letto che l'attore che interpreta Bard sia impegnato su più scene del film per cui alla fine penso che abbiano allargato molto la la sua storia.


F – Anche perché è l'unico uomo di tutto il romanzo.


B – Bard è l'erede della monarchia che non esiste più, ora invece esiste una specie di oligarchia guidata da un sindaco che pensa che i nani possano essere utili solo per il commercio.


A – Ma secondo me se si fanno tutte le scene fatte bene si riesce a fare tre film con lo Hobbit, basta restare perfettamente aderenti al testo.


F – Ma non sarebbe spettacolare. Come attori sappiamo che ci sono alcuni che hanno fatto Il Signore degli Anelli, poi ce ne sono di nuovi come Bilbo giovane e Radagast, ma Frodo?


B – E' già confermata la presenza di Elija Wood perché ci sarà la famosa scena: Frodo non ti ho raccontato tutto dei miei viaggi, cioè ci sarà un flash forward che fa da prequel.


F – Sì, ma all'epoca lui non è ancora nato.


B – Ci potrebbe essere Denethor e la storia di Aragorn quando si faceva chiamar Thorongil ed era alla corte del sovrintendente padre di Denethor che già lo odiava perché lui era il condottiero che aveva salvato Gondor e poi era sparito.


F – Finora nei trailer non ho ancora sentito una musica bella come quella del Signore degli Anelli, cioè una musica che subito ti prende, ti cattura.


A – Il canto dei nani da l'idea di una cosa un po' aliena agli esseri umani, in questo è riuscito a rendere l'idea.


F – Altri mezzi oltre al cinema che in questi anni hanno parlato dello hobbit tipo: giochi di carte, videogiochi, fumetti...Io ho Lo Hobbit a fumetti e mi ricordo che non mi ha preso, ma è molto filologico, sono fumetti lunghi come pagine di libro, quindi fa fatica a prendere, non si legge velocemente, c'è molto testo. Non mi sembra che esista un cartone animato su Lo Hobbit...o c'è?


B – In realtà esiste ma è davvero orrendo.


A – Sì l'ho visto, è un po' strano e ci sono modifiche notevoli della storia.


F – Diciamo che sullo Hobbit c'è un po' meno rispetto al Signore degli Anelli perché è meno grandioso, ma adesso, con i film anche Lo Hobbit diventerà famosissimo, tutto il mondo saprà chi è Bilbo.


E – Sì, anche se già in molti lo sanno perché Lo hobbit è tra i libri per l'infanzia più venduti al mondo.


F – Sì, ma adesso la sua popolarità avrà un balzo a livello mondiale.


A – Mi pare che l'ultima generazione di bambini non conosca quasi il Signore degli Anelli perché ancora non c'era all'epoca dell'uscita dei film, la nuova generazione verrà investita da quest'opera e cominciando dall'inizio.


F – In Italia se n'è parlato solo all'epoca dei film.


D – La cosa buona è che con l'arrivo dei film in Italia sono stati pubblicati un po' di scritti e studi in più sull'opera di Tolkien, ci si è presi la briga di tradurre qualcosa. Con lo Hobbit non accadrà ancora, perché ormai quello che si poteva fare è stato fatto.


F – E' vero sembra che in in Gran Bretagna e in Italia siano usciti un numero impressionante di scritti di approfondimento su Tolkien, editi dal piccole case editrici o auto prodotti, e non credo che questo si ripeterà.


A – Lo hobbit annotato lo conoscete? E' fatto bene secondo voi?


D – Io ce l'ho e è una lettura più ricca, per illustrazioni fatte da artisti di tutto il mondo, e annotazioni, non da molto di più alla lettura è quasi più un esercizio di approfondimento per chi è cultore di Tolkien,.


A – Aiuta a vedere cosa c'è di originale in Tolkien, cosa Tolkien invece ha preso da altre tradizioni? Tipo i nomi dei nani lui li ha presi dall'Edda nordica.


D – In parte si.


F- Tra poco uscirà il film e vedrete che se ne parlerà sempre id più e io spero, ma ci credo poco che ci sia un miglioramento della qualità di presentazione, che almeno non sia più Natalia Aspesi a parlarne.


B – Per fortuna i giornali sono sempre meno letti soprattutto dai giovani, ormai la gente s'informa su internet e quindi quello che viene stampato diventa irrilevante perché nessuno la legge.


F – Bene direi che con queste ultime considerazioni dichiaro chiusa la nostra tavola rotonda.




[ sbobinatura della registrazione, trascrizione ed editing a cura della gentile Elena Grecchi ]