Miniature al tempo della crisi



di Riccardo Moretti



La domanda con cui inizia il nostro consueto appuntamento è figlia dell'attuale situazione economica e sociale, in cui ci si è trovati nostro malgrado (ovviamente...) catapultati: quale importanza può ancora essere attribuita ad oggetti che devono indubbiamente essere considerati come appartenenti alla sfera del "superfluo"? E, soprattutto, quanto può essere ancora speso per essi, e quante persone sono ancora disposte a spendere?

Non è possibile sapere con certezza se la schiera dei collezionisti di miniature si stia arricchendo di nuovi proseliti o se, al contrario, stia progressivamente sottoponendosi ad una forzata dieta dimagrante; quel che è certo è il fatto che Games Workshop reagisce a questi possibili problemi in modo perlomeno singolare, cioè con una politica di prezzi non propriamente popolari… Pur evitando il paragone con il controvalore nelle vecchie lire (da più parti ci è stato spiegato che non si può più fare…), la cifra di 20 euro per una singola miniatura appare in ogni caso davvero esagerata; d’accordo, Games Workshop assicura che i propri figurini sono prodotti con materiali di ottima qualità che garantiscono una resa ottimale dei minimi particolari, ma il rischio è che tutto ciò resti riservato ad una elite di fortunati benestanti…

Sul web, nei vari blog, fioccano le lamentele sull'argomento, e c'è da tremare al pensiero di quello che potrebbe essere l'esborso richiesto nel caso in cui venisse prodotta la miniatura di Smaug...

Ciononostante "the show must go on", e Games Workshop sforna prodotti effettivamente notevoli, come il nuovo figurino di Legolas che brandisce due corte spade elfiche, indossa un'armatura a placche e porta a tracolla gli immancabili arco e faretra colma di frecce; la posa del personaggio (naturalmente, con i lineamenti facciali di Orlando Bloom...) è particolarmente plastica, perchè lo stesso è colto mentre sta scavalcando un grosso tronco d'albero.

Un'altra miniatura recente di Games Workshop sicuramente riuscita è quella di Gollum che, dalla sua piccola barchetta, afferra un grosso pesce, e che ci ricorda il nostro primo incontro con questa creatura nelle pagine de Lo Hobbit:



"Qui, nel profondo, presso l'acqua scura, viveva il vecchio Gollum, un essere piccolo e viscido. Non so da dove venisse, né chi o che cosa fosse. Era Gollum, scuro come l'oscurità stessa, eccezion fatta per due grandi occhi rotondi e pallidi nel viso scarno. Aveva una barchetta, e silenziosamente andava in giro sul lago."

"Coi suoi pallidi occhi cercava pesci ciechi che ghermiva con dita lunghe, veloci come il pensiero."



Andiamo ora a scoprire quale risposta giunge (naturalmente, in tema di miniature tolkieniane) dall'altra sponda del Mare d'Irlanda, cioè da "casa Mithril".

La factory di Cork, con la vignetta chiamata "The Crack of Doom" (numero di catalogo MX600), ripropone alcuni tratti distintivi a lei cari, come per l'appunto la rappresentazione di veri e propri episodi tratti dalle opere di Tolkien e la produzione di articoli in tiratura limitata. La scena si svolge nelle viscere di Monte Fato, con Gollum che ha appena staccato con le sue "bianche fauci" il dito in cui Frodo portava l'Anello, e la raffigurazione è in piena sintonia con il testo:



"Frodo lanciò un urlo e apparve, inginocchiato sul bordo della fessura. Ma Gollum, danzando in maniera folle, teneva alto l'Anello, e il dito che vi era rimasto infilato. Sfavillava come se fosse stato davvero creato nel fuoco vivo.

<Tesoro, tesoro, tesoro!>, gridò Gollum. <Mio Tesoro! O mioTesoro!>. E mentre pronunciava quelle parole, con gli occhi rivolti verso l'alto, gongolanti di gioia alla vista della sua conquista, mise un piede in fallo, inciampò, vacillò un istante sull'orlo, e poi precipitò con un urlo."



Mithril ha posto in vendita solamente cento esemplari di questa vignetta, quindi il consiglio per chi fosse interessato a possederla è quello di affrettarsi...

Arriva sempre dall'Irlanda la miniatura che merita la "menzione d'onore", con cui si chiude ormai tradizionalmente il nostro appuntamento; "Funeral Boat of Boromir" (MS 583), anch'essa prodotta in numero limitato, rappresenta l'ultimo viaggio di Boromir sulle acque dell'Anduin:



"Deposero Boromir al centro dell'imbarcazione che l'avrebbe trasportato via. Piegarono e sistemarono sotto il suo capo il grigio mantello elfico con cappuccio; pettinarono i suoi lunghi capelli neri lisciandoli sulle spalle. Intorno alla sua vita scintillava la cinta d'oro di Lorien. Posarono accanto a lui l'elmo, e sul suo grembo il corno spaccato, insieme con l'elsa in frantumi della spada; sotto i suoi piedi misero le spade dei suoi nemici."

"Slegarono l'imbarcazione funebre nella quale giaceva Boromir, calmo, sereno. Egli scivolò via in seno ai flutti. La corrente lo trascinò con sé, mentre i suoi compagni trattenevano la loro barca con i remi. Passò galleggiando accanto ad essi e si allontanò finché non si vide più che una macchia scura contro la luce dorata: poi d'un tratto scomparve."



Credo che vada riconosciuto al designer di Mithril il merito di essere riuscito ad interpretare visivamente almeno un briciolo dell'emozione che questo episodio trasmette.