Cronaca dal Giornale di Brescia
del 21/6/2002
di Chiara Pelizzoni
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Perchè un autore sceglie di scrivere un’opera di genere
fantasy ? Ce l’ha spiegato Franco Manni, uno dei maggiori
studiosi di John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973) ospite a
Brescia della libreria Feltrinelli per presentare
«Introduzione a Tolkien» da lui curata, una
guida nel mondo dell’autore del «Signore degli
Anelli».
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Si può dire che Tolkien scrivesse i suoi testi per
evadere dalla realtà ? «Assolutamente
no ! - dice Manni - Tolkien usa la fantasia per parlare
di scelte morali profonde che riguardano il nostro mondo;
come lui hanno fatto Esopo o Ariosto.».
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Perchè poi esprime
la realtà della vita parlando di un altro mondo, in
un’altra epoca e con altri personaggi ?
«Perchè
per natura, come diceva Freud, gli uomini hanno delle fantasie;
una personalità scissa, disgregata, tra fantasie e
quotidianità !
Gli autori di fantasy usano il mezzo fantastico per costruire
un ponte tra il mondo immaginario e il mondo reale, cercando di
far sì che i due mondi a livello di valori non siano
contrapposti».
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È recente il dibattito suscitato dall’«Avvenire»
per chiarire se Tolkien sia un autore cattolico o meno.
«Personalmente - commenta il direttore di Endòre, la
rivista che da dieci anni studia Tolkien - ritengo che ci siano due
tipi di scrittori cattolici: quelli come Dante o Manzoni, che in
migliaia di pagine non fanno mai comparire il nome di Dio e,
più concentrati sui messaggi della religione, escludono ogni
tipo di trionfalismo. E gli scrittori cattolici che credono nel
corporativismo e si riducono a tanti nomi e citazioni, senza
parlare dei contenuti !
Tolkien in 1.300 pagine non fa mai comparire il nome di Dio !
Ma in realtà il messaggio spirituale dell’autore di due dei
libri più venduti e letti, «The Hobbit» e
«Il signore degli Anelli», sta nei personaggi, nella
loro capacità di rappresentare degli stereotipi ma al tempo
stesso di dimostrare l’unicità e l’irripetibilità
dell’individuo».
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Qual’è l’intento di «Introduzione a Tolkien», 416
pagine, edito da Simonelli, € 25,00, che raccoglie 31
saggi di autori italiani e inglesi ?
«Questo libro ambisce ad essere "il testo" su vita e opera di
Tolkien.
Dopo un breve accenno alla vita, il libro
si suddivide in sezioni mirate ad approfondire tutti gli aspetti
del mondo dell’autore.
La prima vede il dibattito Tolkien-tolkeniani; troppo spesso il
genere fantasy viene frainteso e scambiato per letteratura da
ragazzi !
La seconda sezione scorre in rassegna le opere di Tolkien; la
terza parla dei personaggi, che i lettori di Tolkien non possono
non amare, anche quando cattivi.
Da Gandalf, a Frodo, l’antieroe per eccellenza, all’Anello,
personificato dall’autore, a Tom Bombadil, a Turin, il più
germanico, ai cattivi come Sauron e il suo occhio, ai personaggi
amati e non; gli Elfi, alti due metri che non dormono mai o gli
Hobbit, bassi un metro e dieci che mangiano sempre e fumano l’erba
pipa.
La quarta sezione è dedicata ai temi letterari: le emozioni,
suscitate dal «Signore degli Anelli» come romanzo moderno.
Un’altra sezione si occupa di temi filosofici: manicheismo e agostinismo,
il bene e il male sono due forze contrapposte, o il male è solo
un esecutore di una volontà superiore ?
La religione; la cosmologia della Terra di Mezzo, o Endòre in
elfico.
Si parla anche di Tolkien antitotalitarista, per smentire la fantasia,
solo italiana, che fosse filonazista.
La sesta sezione confronta Tolkien con altri scrittori di fantasy;
la settima si occupa della fiction di ambientazione tolkeniana,
l’ottava della critica; l’ultima di strumenti e accessori del mondo
di Tolkien.»
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